Pagina dedicata al Dantedì del 25 Marzo 2020

Aderiamo tutti al flashmob  promosso dalla Società Dante Alighieri per celebrare il Dantedì del 25 marzo ore 18,00:

 Il flashmob per il Dantedì promosso dalla Società Dante Alighieri invita tutti, con #stoacasacondante, a leggere in balcone il V Canto dell’Inferno della Divina Commedia, quello più popolare, che racconta dell’amore di Paolo e Francesca. L’ Amore è un sentimento che aiuta a superare ogni male, persino quello oggi rappresentato dal Covid-19 e per questo mercoledì 25 marzo alle ore 18 italiane, le 14 argentine, le 20 russe, tanti cittadini nel mondo sono stati invitati a leggere i più celebri passi del poeta fiorentino. Hanno confermato la loro adesione molte città italiane, tra cui Firenze, Roma, Venezia e all’ estero Mosca, Togliattigrad, Rostov sul Don, Porto, Phuket, Buenos Aires, Cambridge, Rafaela, Melbourne, Parigi, Tbilisi, Yerevan, Campana, Tolosa, Granada, Isole Canarie, Malaga, Michigan, Maracay e Tirana.
Tra gli altri hanno dato loro testimonianze all’ iniziativa lo scrittore Gianrico Carofiglio, il linguista Giulio Ferroni, il critico d’arte Claudio Strinati, il poeta Davide Rondoni. Molti altri si stanno aggiungendo in queste ore.

Lectura Dantis

***
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

[Dante Alighieri, Divina Commedia, Inf., V canto]

Sarzana Dantesca partecipa al Dantedì invitando tutti alla lectura dantis e offrendo ai propri lettori due poesie inedite di Jacopo Loris Bononi, lunigianese insigne, amante di Dante e benemerito della cultura. 

Vi invitiamo a conoscere meglio questo eccezionale personaggio visitando il link http://www.stpauls.it/letture03/0211let/0211l123.htm


                               

C’è un muro bianco di gesso compatto
fatto di nuvole e non si scorge traccia 
dell’Orsaro dell’Appennino
Al di sopra c’è il cielo
sipario blu sbiadito
Si recita la diceria di Dante in Lunigiana 
L’inferno è cosa che sappiamo
Niente invece del purgatorio
se non le altre favole dantesche
Del paradiso non vi è traccia
nell’edizione a figure bresciana
del quattrocentottantasette
Così che viene da pensare
Dante siamo noi
noi siamo
per certi aspetti le anime in paradiso 
e per altri le anime purganti
e le altre
reiette nell’affondarsi dell’inferno

 12 ottobre 2010



Abbaglianti penombre traforate a tratti dal sole e simili in cielo
a uccelli luminosissimi di largo volo quasi falchi in agguato
emergono nella storia di un Icaro
il grande volatore
Livella
in prospettiva le altissime cime
alle distese senza confini di verde
e di sommerse regioni
più profonde del mare
 
Non posso immaginare la tua casa anima suprema
superba aspirazione
alito di respiro angelico
 
Vivo la mia miserabile attesa
aspettando che non abbia fine
il tempo
e mi vendo
a un iddio di misericordia
e casto
e audace nel pronunciamento

Dante!
è ferocia farmi aspettare per averti per guida
e troppe volte
come corpo morto
anch’io cadetti e stetti
prono muto assordato orbato insensibile al tutto 
 
Cos’è? il tutto

Tutto è e lungamente E’ ora l’ora
abbiamo atteso
 
Come nuvola ombrata un’altra vita
ci trafora
solo a pensarci

Parce forget
disculpame


      28 luglio 2011





    








Riguardo a tutto ciò che là [il Parsifal] si dice, si esprime e si trasmette, Wagner ha raggiunto la massima coscienza psicologica e la massima precisione, la forma più breve e più immediata ed ha fissato ogni sfumatura del sentimento in modo epigrammatico [...]. Cose simili non si trovano che in Dante e nessun altro poi. ( Friedrich Nietzsche, 1887)